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Rivamonte Agordino

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Ristrutturazione ostello

Ostello

Notizie storiche:

Dall' analisi della cartografia storica in possesso si può risalire alla probabile data di costruzione del fabbricato da valutarsi intorno al 1730 anno in cui venne anche restaurata la struttura dei forni fusori, in quel periodo denominata "Fucina al Canal". L'edificio compare successivamente nel catasto Austriaco e cessato catasto (1847) con funzione di magazzino; tale funzione verrà sospesa nel 1902 e nel 1910 sarà trasformato in dormitorio e ritrovo per assemblee e cerimonie religiose e così utilizzato fino alla chiusura del Centro Minerario avvenuta nel 1962, come testimoniano le documentazioni catastali re-lative al fabbricato stesso risalenti all'anno 1933. Quest'ultima trasformazione della fun-zione avvenuta quando le Miniere erano di proprietà della Società Montecatini (dal 1910 al 1962) è chiaramente leggibile ad una prima indagine diretta sul posto e dalla documentazione fotografica: sono infatti di questo periodo i tamponamenti degli arconi in laterizio e pietra, il manto in copertura in tegole marsigliesi che ha sostituito il precedente in scandole di legno i pilastri interni in mattoni di cemento, le tramezzature in mattoni dì laterizio e di cemento, ecc.


Descrizione dell'intervento:

Il progetto generale di recupero del fabbricato in questione, prevede la realizzazione dell'Ostello della Gioventù per complessivi 44 posti letto, così suddivisi: Al Piano terra, trovano collocazione i servizi generali per l'intera struttura: la cucina gestita, con relativa dispensa e servizio igienico per il personale contiguo alla lavanderia-stireria e deposito coperte, la sala da pranzo con relativo angolo bar, l'ampio ingresso con box telefonici ad uso degli ospiti, la portineria, l'ufficio informazioni, un vano infermeria, una doppia batteria di servizi igienico-sanitari. Un ampio corridoio di distribuzione, opportunamente arredato permette e favorisce la vivibilità ed il ritrovo degli ospiti.

La Sala Polivalente a doppia altezza sarà destinata alle seguenti attività: atTività espositive (es.: esposizione dei progetti relativi ai lavori di recupero del centro minerario); proiezioni (es. video sul Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e su Valle Imperina che può diventare una porta di ingresso al Parco medesimo); conferenze, ritrovo e soggiorno degli ospiti. All'interno della sala polivalente, sarà possibile, inoltre, percepire l'imponenza del fabbricato e leggere la successione storica degli interventi realizzati nel tempo, attraverso l'osservazione dei suoi elementi strutturali: dalla copertura in abete, alle masse di muratura in pietra sbozzata a vista costituite in prevalenza da dolomia e calcare, dagli arconi caratterizzati dalle volte in conci di pietra di tufo, dai tamponamenti novecenteschi in laterizio, caratterizzati dall'arco a 3 centri in mattoni pieni con le sovrastanti file di coppi che creano un particolare effetto luminoso filtrando la luce esterna, dai pilastri in mattoni pieni intonacati al piano terra e in mattoni di cemento ai piani superiori.
   Il piano primo è destinato a dormitorio e comprende: 6 camerate per complessivi 30 posti letto (gli altri 14 si trovano in 2 camerate al piano terra), separate in settori uomini e donne, dotate di due batterie di servizi igienici sanitari; un ampio corridoio di distribuzione che opportunamente arredato funzionerà da ritrovo, zona studio e conversazione e dal quale si potrà inoltre osservare da vicino la sovrastante successione delle capriate del tetto: il monaco di ciascuna capriata sarà in asse con il corridoio. I collegamenti verticali saranno garantiti da due scale protette poste, la prima davanti l'ingresso, la seconda sul lato nord-ovest. Una piattaforma elevatrice posizionata nella sala polivalente consentirà di raggiungere il soppalco al piano primo garantendo il collegamento verticale anche ai portatori di handicap. I prospetti esterni caratterizzati dalla imponenza delle murature in pietra, dalla successione dei grandi arconi con i relativi tamponamenti novecenteschi, sono sostanzialmente riconfermati; unica eccezione è costituita dalla mancanza, per alcuni fori, dei relativi tamponamenti non riconfermati in quanto c'era la necessità primaria di garantire una corretta aerazione ed illuminazione dei locali (finestre sala pranzo e alcune camere) oppure, nel caso dell'entrata a nord-ovest, dove si è ripristinato l'antico accesso ampliando i fori finestra esistenti.La centrale termica è stata posta all'esterno, attigua al fronte nord-ovest del fabbricato, sfruttando uno scavo naturale creatosi con l'alluvione del 1966. Risulta completamente interrata e ha permesso di stabilizzare e di ripristinare l'andamento del terreno com'era in origine. Sull'area prospiciente al fronte nord-ovest in prossimità della centrale termica interra-ta, potrà essere ricavato un piccolo parcheggio a servizio dell'ostello, da realizzarsi con-temporaneamente ai lavori di arginatura (tipo scogliera rustica costruita con massi ciclopici) per la protezione dell'area dell'Ostello e dell'antico percorso carrabile, tuttora in parte utilizzato, che dalla strada statale n0 203 attraverso Ponte Alto permette di giungere nel cuore della Valle Imperina.

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