logo MyPortal
Inizio pagina Salta ai contenuti

Rivamonte Agordino

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


Contenuto

Calendario

Calendario eventi
« Novembre  2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
             

Progetto generale

Il recupero del centro minerario di val Imperina

Viste le generali condizioni strutturali riguardanti i manufatti esistenti si rende necessario un intervento di recupero complessivo del Centro Minerario, volto ad una reintegrazione fisica dei fabbricati strutturalmente recuperabili. E' indispensabile, pertanto, intervenire al più presto per bloccare il continuo e devastante effetto degli agenti naturali che altrimenti potrebbero compromettere irreparabilmente futuri lavori già ora di difficile attuazione. Gli interventi riguarderanno il recupero dei fabbricati più significativi dal punto di vista architettonico e storico ed in condizioni strutturali accettabili, quali i forni fusori ed i magazzini principali, la centrale idroelettrica e le scuderie (a fondovalle), il fabbricato un tempo accesso al Pozzo Capitale (a monte). I manufatti esistenti strutturalmente irrecuperabili saranno sottoposti ad interventi mirati a bloccare il degrado in atto.

Veduta delle miniere 

E' attualmente in via di realizzazione, il ripristino degli antichi tracciati viari che portano fino all'imbocco della Galleria Magni, con ricostruzione, sulla base della documentazione storica, dei ponti crollati (n° 3) che un tempo permettevano l'attraversamento del torrente Imperina; inoltre è già completata la passerella pedonale in legno lamellare e copertura in rame, sul torrente Cordevole, che va a sostituire l'antico ponte distrutto dagli eventi alluvionali del 1966, i cui resti sono ancora visibili più a valle, sul greto del corso d'acqua. Il recupero dei manufatti sarà accompagnato da interventi generali di restauro, recupero e ricostruzione, necessari per non far dimenticare la plurisecolare attività che si svolgeva sul sito minerario di Valle Imperina, riguardanti: i manufatti ove un tempo avveniva la macinazione ed il lavaggio del minerale estratto, la zona centrale delle roste, le gallerie Magni e S.Barbara (possibilmente, verrà riaperta la Galleria Magni, con possibilità di accesso dei visitatori, fino al pozzo di estrazione Donegani; all'interno di questi tratti in sotterraneo, riaperti, il visitatore potrà vivere l'atmosfera del lavoro in mi-niera ed inoltre potrà ammirare direttamente i metodi di scavo e trasporto del minerale, i sistemi di arma-tura e rivestimento delle gallerie). Il manufatto più significativo dell'intero complesso minerario è l'edificio sede degli antichi forni fusori, monumento ed emblema dell'intero sito archeologico di Valle Imperina. Il progetto ne prevede il recupero mediante interventi volti ad una reintegrazione fisica delle parti crollate, soprattutto della copertura, destinando il fabbricato a museo-mostra permanente dell'arte mineraria e del procedimento metallurgico (anche qui è già in fase di completamento il primo stralcio dei lavori, riguardante la copertura, consolidamento e messa in sicurezza dell'edificio).
   All'interno dei locali troveranno collocazione anche i modelli dell'antica macchina idraulica e di quella soffiante. Di fronte ai forni, al di là del torrente Imperina si erge l'edificio denominato "ex magazzini principali". La destinazione d'uso prevista è ad ostello della gioventù e quindi tale da caratterizzare il fabbricato quale struttura di riferimento ricettivo per i fruitori del Centro Minerario di Valle Imperina e del Parco delle Dolomiti Bellunesi. A tutt'oggi, è in avanzata fase di realizzazione l'ultimo stralcio funzionale della ristrutturazione, che sarà completata entro la fine del 1999. 

L'edificio un tempo utilizzato come centrale idroelettrica verrà adibito a centro servizi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con la possibilità di accedere ad una mostra permanente della produzione di energia idroelettrica, situata al piano inferiore. Qui i visitatori potranno assistere a proiezioni esplicative inerenti la storia e la documentazione dei lavori di recupero eseguiti per l'intero Centro Minerario; ovviamente ci sarà anche la possibilità di ricevere ogni genere di informazione sulla meravigliosa riserva naturale che circonda il sito. E' stato asportato il materiale alluvionale e ripristinato il canale di approvvigionamento dell'acqua fino alla vasca di carico, nonché risanato il piano interrato per potervi collocare i modelli delle vecchie turbine tipo "Francis", gli alternatori ad esse accoppiati ed i modelli dei vecchi trasformatori compresa tutta la documentazione concernente il trasporto dell'energia idroelettrica prodotta. Il fabbricato adibito un tempo a scuderia verrà in futuro recuperato e riconfermato nella sua funzione originaria al fine di consentire il ricovero degli animali da traino delle carrozze e slitte per il trasporto visitatori ed inoltre per governare i cavalli destinati al servizio di maneggio. Servizio, quest'ultimo, che riveste particolare importanza in relazione alla previsione di dare inizio ad attività turistiche ed escursionistiche eventualmente connesse al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.  

  
Gli antichi tracciati che si snodano all'interno del villaggio, saranno ripristinati ed adibiti ad uso pedonale e percorribili mediante carrozze d'estate o slitte nel periodo invernale, trainate da cavalli che costituiranno il previsto servizio trasporto visitatori. Lungo l'antica strada che dal fondovalle porta alla parte alta del sito archeologico, nella medesima posizione di un tempo, è prevista la ricostruzione, sulla base della documentazione storica reperita, di manufatti all'interno dei quali verrà riproposto l'antico processo di trattamento del minerale. I tre edifici situati nella parte centrale del sito minerario verranno recuperati per essere destinati ad attività museali ed espositive (museo-mostra fucina dei fabbri, museo-mostra del folclore locale, museo-mostra mineralogica). Nella parte alta di Valle Imperina sono localizzati altri importanti manufatti. Troviamo i resti dell'antica teleferica che trasportava a valle il minerale estratto. Affiancata a questa si notano i ruderi dell'impianto di frantumazione, macinazione e lavaggio del minerale proveniente dalla galleria Magni e qui trasportato per mezzo di vagonetti tipo "wagonsville". All'interno di questo manufatto-rudere troveranno collocazione i macchinari in passato adoperati per il primo trattamento del minerale estratto: mulini, frantoi ed altri dispositivi specifici. Poco più in là si erge il fabbricato che riveste una grande importanza storica in quanto ingresso all'ex Pozzo Capitale (o detto "Della Macchina"). Verrà pertanto adibito a museo-mostra permanente dei lavori in sotterraneo per visualizzare l'evoluzione nel tempo delle metodologie di lavorazione all'interno della miniera. Questa opportunità di turismo culturale, accostata a quella offerta dall'istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, saranno sicuramente una nuova risorsa economica, di tutto rilievo, a disposizione della Comunità Agordina

Via Roma n. 1 - 32020 RIVAMONTE AGORDINO (BL)
P.Iva IT 00149750259
e-mail : rivamonte@agordino.bl.it - PEC: comune.rivamonteagordino.bl@pecveneto.it